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Rummu, l’ex prigione sovietica in Estonia trasformata in lago sommerso dalla natura

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La prigione sovietica di Rummu, situata in Estonia, continua a suscitare fascino e interesse, grazie alla sua singolare trasformazione da luogo di detenzione a spettacolare attrazione naturale sommersa. Negli ultimi anni, la struttura ha visto una crescente affluenza di visitatori attratti dalla sua storia e dall’ambiente unico che la circonda.

Costruita durante l’epoca sovietica, la penitenziaria di Rummu serviva per ospitare detenuti impiegati nelle attività di estrazione di carriera di marmo nelle vicinanze. Questa struttura carcere, operativa fino agli anni ‘90, è stata poi abbandonata con il crollo dell’Unione Sovietica. La particolarità di questo sito risiede nel fatto che la cava di marmo si è lentamente riempita d’acqua, sommergendo parte degli edifici e di attrezzature, creando un paesaggio quasi surreale di rovine sommerse.

La natura che riconquista il territorio

Negli ultimi anni, la natura ha preso il sopravvento su quella che un tempo era una zona industriale e carceraria. L’acqua limpida ha trasformato la cava in un lago cristallino, dove oggi è possibile osservare immersioni tra ruderi sommersi e macchinari arrugginiti, ormai inglobati in un ecosistema acquatico unico nel suo genere. La vegetazione circostante si è estesa, contribuendo a creare un contrasto suggestivo tra la durezza delle strutture in cemento e la vitalità della natura.

L’area è diventata un punto di riferimento per appassionati di immersioni e per chi cerca scenari insoliti per escursioni fotografiche, attirando anche turisti internazionali. Inoltre, le autorità locali hanno iniziato a valorizzare questo sito come attrazione culturale e naturalistica, organizzando visite guidate e promuovendo iniziative di tutela ambientale.

Rummu rappresenta un esempio emblematico di come un luogo con una storia complessa possa essere reinterpretato dalla natura e dalla società contemporanea. La trasformazione della prigione sovietica in una meta turistica e naturalistica testimonia la capacità di rigenerazione di territori un tempo segnati da eventi traumatici. Oggi, la zona è monitorata per garantire la sicurezza dei visitatori e per preservare l’equilibrio ambientale, in un delicato equilibrio tra memoria storica e rinascita ecologica.

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