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Igiene in cucina

Da noi in Trentino c’e un detto che recita così:”Quel che pasa pasa e quel che no strangola engrasa”. 
Ma purttroppo non sempre è così, chi cucina deve essere consapevole che alle volte gli alimenti se utilizzati in modo erroneo, possono dar luogo ad effetti indesiderati, veicolando microrganismi o sostanze tossiche.
È importante quindi porre attenzione sulla salubrità e la buona conservazione dei generi alimentari, nonchè a tutti gli stadi della loro preparazione dal confezionamento al loro consumo.
Diventa necessario dunque attuare una corretta sanificazione degli ambienti, delle attrezzature, e delle proprie mani (quando si cucina è necessario lavarsele spessissimo!). Più attenzione poniamo nella preparazione degli alimenti, più saremo in grado di limitare i rischi di contaminazione microbica degli alimenti stessi. Normalmente, la provenienza dei microrganismi avviene da acqua o aria inquinate, oppure sono trasmessi dall’uomo attraverso le mucose, (naso, bocca, orecchie, cuoio cappelluto…). O da animali infestanti, (ratti, scarafaggi, blatte …). O essere inizialmente depositati sulle superfici per contatto con gli alimenti; non si può preparare una bistecca su un tagliere e poi sullo stesso affettare i pomodori per 
l’ insalata!
Le tossinfezioni alimentari di cui si sente parlare spesso, possono manifestarsi in qualsiasi momento, le cause possibili oltre a quelle citate,possono essere determinate dalla rapida proliferazione di batteri che avviene maggiormente quando si lascia per lungo tempo alimenti a temperatura ambiente. I cibi particolarmente deperibili vanno consumati entro brve dalla loro preparazione e comunque mantenuti a temperature superiori ai 70° se si tratta di alimenti da consumare caldi, o in frigorifero alla temperatura di 4° se si tratta di cibi da consumare freddi.
Particolare attenzione deve essere posta nelle preparazioni a base di uova crude (maionese, salse particolari, tiramisù…) nelle quali è possibile riscontrare la presenza di salmonelle. Alcuni accorgimenti da adottare per evitarne il rischio sarebbero quelli di anzitutto acquistare uova prodotte in stabilimenti certificati un’ altra possibilità è quella di sciacquare le uova con acqua e aceto e lavarsi accuratamente le mani dopo aver gettato i gusci. Ma senza dubbio l’ideale sarebbe l’utilizzo di uova pastorizzate usate nella ristorazione ma da poco apparse sugli scaffali dei supermercati (attenzione alla temperatura di conservazione apposta sull’etichetta). Le stesse vengono portate alla temperatura di 72° per un tempo variabile (si tratta di minuti) così da distruggere qualsiasi presenza di salmonella.

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