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La Pasta

Ciao a tutti.
Con questo argomento, la pasta, inizio a parlare di uno dei cibi che mi appassiona maggiormente; sarà per la semplicità di cui sono composti gli ingredienti, sarà perchè con un piatto di pasta risolvi i problemi di una cena volante ( un aglio olio peperoncino lo sanno cucinare tutti o quasi), sarà per l’immediata seduzione che essa porta con sè (il sugo che l’avvolge, il semplice arrotolare due fili di spaghetti e portarli alla bocca), ma l’amore per la pasta coinvolge una miriade di appassionati. Si dice che la nascita della pasta sia collocata nell’attuale Cina, precisamente presso Lajia, nel nord-ovest del Paese, ben 4000 anni fa. Si trattava però di una specie di spaghetti fatti con miglio (pestato e reso farina) e acqua. Ma quello di cui voglio parlarvi in questa pagina, sono la divisione tra pasta secca, pasta fresca, pasta ripiena, paste speciali e paste aromatizzate, sono ed i metodi di cottura della pasta. Che dire: bando alle ciancie (non lo so ma il termne ciance lo utilizzerei per un nuovo formato di pasta!). E’ inutile dire che se il buon Barilla mi copia il termine per creare un nuovo formato di pasta (le ciance appunto) mi aspetto una fornitura a vita di pennette, maccheroni e quant’altro per tutta la famiglia!

Pasta secca
Le paste secche sono fatte principalmente di semola di grano duro impastata con acqua. La semola di grano duro è maggiormente ricca di proteine rispetto a quella di grano tenero e per questo motivo tiene maggiormente la cottura. Per la preparazione dell’impasto si aggiung e alla semola circa un 30% di acqua, quindi per ottenere paste secche all’uovo si aggiungono almeno 400 g di uova di gallina, mentre per ottenere paste speciali vengono aggiunti spinaci disidratati, pomodoro disidratato, nero di seppia ecc…
Altro elemento importante è la trafilatura. In tv si sente parlare spesso di pasta trafilata al bronzo, ma che cos’ è la trafilatura? La tafilatura si realizza con la “trafila”, che è un utensile che dà forma alla pasta. In pratica l’impasto viene spinto contro la trafila che, grazie a fori sagomati, permette l’uscita della pasta con la forma voluta.
La tradizionale trafilatura avveniva prevalentemente con trafile di bronzo, ma, negli ultimi decenni le aziende le hanno sostituite con quelle in acciaio o rivestite di teflon. I risultati però sono diversi, la pasta trafilata al bronzo presenta una superficie maggiormente rugosa, che trattiene meglio il condimento.
Dopo la trafilatura avviene la fase di essicamento, che deve avvenire in maniera graduale e in piu fasi. La normativa italiana prevede un umidita’ della pasta secca del 12,5% come massimo, quindi bisogna procedere all’essiccamento in tunnel nei quali circola aria calda. L’essicamento della pasta puo’ avvenire a temperature che variano a seconda del formato, dai 40° agli 80° .

Pasta fresca
La preparazione della pasta fresca avviene di solito impastando farina di grano tenero tipo “0” o “00” con l’aggiunta o meno di uova. Facoltativamente si possono aggiungere altri ingredienti o svariati tipi di farina. Regina delle paste fresche è la pasta all’uovo, con cui si preparano tagliatelle, tagliolini, maltagliati oppure paste farcite come lasagne, cannelloni, tortellini e ravioli.
Le proporzioni ottimali per la pasta all’uovo sono 100 g di farina ogni uovo ma le quantità possono variare secondo il gusto tradizionale ( lavorando in certi ristoranti ho visto addirittura lo chef che utilizzava 30 tuorli d’uovo ogni kg di farina!!! Decisamente una sfoglia spettacolare, ottimo ricostituente naturale). Per 4 persone sono sufficienti 300 g di farina e 3 uova per porzioni medie servite asciutte. Se la preparazione è in brodo, 1/3 della dose è decisamente sufficiente. Se desiderate aggiungere ingredienti come purea di spinaci o rape rosse dovrete aumentare la proporzione di farina in quanto l’acqua contenuta nelle verdure strizzate e tritate ammorbidirà notevolmente l’impasto.
Per comodità nel stendere la pasta potrete utilizzare delle comodissime macchine per pasta: ve ne sono di manuali come elettriche oppure, se desiderate migliorare e rassodare i vostri pettorali, potete utilizzare la classica spianatoia con il mattarello, quindi ritagliare il tutto con una rotella tagliapasta.

Pasta ripiena
Con pasta ripiena si definiscono le forme particolari di pasta alimentare ripiene di carne o altro (ravioli, tortellini, agnolotti ecc…). Nella tradizione esse sono fatte comunemente di pasta fresca, ma esistono anche prodotti essicati e confezionati sottovuoto. Per quanto riguarda il ripieno può essere fatto con ortaggi freschi, carni, pesci, uova o alimenti disidratati. Vi riporto di seguito alcuni tipi di preparazioni di paste ripiene.

TORTELLINI Sono la pasta più conosciuta delle paste ripiene, l’immaginario popolare attribuisce la forma del tortellino all’ombellico di Venere. La maggior parte di quelli prodotti è di origine industriale e si presenta in confezioni sottovuoto o surgelate. Le preparazioni più utilizzate sono con panna o ragù ma in vero il tortellino andrebbe servito in brodo di manzo o cappone o gallina.
Per la preparazione dei tortellini in primo luogo dovete ricavare dalla sfoglia, con la rotella dentatellata, dei quadratini di circa 3 cm di lato adagiandovi sopra un cucchiaino di ripieno.
Ripiegate quindi a triangolo ogni quadrato precedentemente pennellato con dell’uovo battuto chiudendo poi le due punte del triangolo verso il centro, fissandole tra loro saldando bene la pasta. Ripiegate poi leggermente all’insù il bordo opposto.

AGNOLOTTI Detti anche agnelotti, sono una specialità piemontese di pasta ripiena di carni. Sono nati inizialmente per riutilizzare gli avanzi di carne e ne esistono molte varianti. Per preparare gli agnolotti dovete stendete la sfoglia di pasta e ricavatene delle strisce lunghe 30 cm e larghe 10 cm circa. Pennellate leggermente con dell’uovo battuto e disponetevi sopra mucchietti di ripieno equamente distanti tra loro, nella metà piu lunga del rettangolo. Poi ripiegatevi sopra il lato di pasta opposto. Premete con i polpastrelli intorno al ripieno e con la rotella dentellata ritagliate i ravioli a dando una forma di mezzaluna.

RAVIOLI Sono l’involucro di una pasta ripiena con ingredienti diversi ma il ripieno in origine era fatto di ricotta e foglie di rapa, dal quale prese il nome tramite la voce medievale “rabiola” derivante a sua volta dal latino rapa. Le sue origini appaiono per la prima volta in un documento cremonese del 1243, poi si diffusero in parecchie regioni d’Italia. Come tutte le paste ripiene, i ravioli danno il meglio di se stessi se fatti e consumati freschi.
Per prepararli stendete la sfoglia e ricavate dei rettangoli di circa 30×15 cm, pennellate la pasta con dell’uovo battuto. Su un rettangolo disponete dei muchhietti di ripieno a intervalli di circa 5 cm uno dall’altro.
Sovrapponete un rettangolo di pasta, facendo in modo che i bordi combacino con quelli sottostanti qindi premete la pasta intorno ai mucchietti di ripieno in modo che le sfoglie si incollino bene tra loro. Infine, con la rotella dentata ritagliate i ravioli dando loro la forma quadrata.

 

agnolotti
 
ravioli
 tortellini
 


La cottura della pasta
Inizierei con il dire che dobbiamo differenziare la cottura principalmente tra la pasta fresca e la pasta secca. Per entrambi i tipi di pasta dobbiamo calcolare 1 litro di acqua ogni 100g di pasta, la quale deve essere salata al momento in cui l’acqua inizia a bollire con 10/12g di sale grosso (se il sale si aggiunge prima l’ebollizione è piu lenta).
Per eseguire una cottura perfetta è necessario valorizzare il formato della pasta e la sua consistenza, ecco perchè la pasta fresca è da preferire più cotta mentre la pasta secca è da preferire al dente (mi raccomando, al dente…non alla gengiva!!!). La pasta deve essere cotta a puntino: ciò significa che per la pasta fresca va ricercata la morbidezza, mentre per la pasta secca si ricerca la fragranza. Ma c’è di più. La pasta cotta al dente ha un basso indice glicemico, mentre quella molto cotta ha un alto indice glicemico, per questo motivo la pasta risulta più digeribile se cotta al dente. Un altro piccolo consiglio che posso darvi è quello, se per accompagnare il vostro piatto di pasta avete previsto un condimento saporito, di ridurre la quantità di sale. Ciao e buon appetito!!!

Come non ricordare questa magnifica scena,grazie Alberto per le emozioni che ci hai regalato

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Tecniche di cottura

Non è buttando gli alimenti in padella e lasciandoli cuocere con un filo d’olio che otteniamo un buon risultato!
In cucina infatti è importante sapere che esistono metodi di cottura diversi per diverse tipologie di alimenti.

Impariamo a cuocere gli alimenti dunque!
Per semplificarci il lavoro proviamo a dividere queste tecniche in tre gruppi.

 

ATTENZIONE!!! Si tratta di tecnica quindi, non preoccupatevi, è più difficile spiegarla che realizzarla!

 

METODI DI COTTURA
PER COAGULAZIONE E COLORAZIONE DELLA SUPERFICIE DELL’ALIMENTO
PER SCAMBIO DI ELEMENTI AROMATICI
PER METODI DIVERSI

In genere

TUTTE LE COTTURE ARROSTO

Lo scopo della cottura per coagulazione e colorazione sono: creare una “crosta” esterna che si forma per effetto del calore coagulando le proteine esterne l’alimento impedendo così la fuoriuscita degli elementi nutritivi che altrimenti andrebbero persi.
il calore sigilla i pori formando uno strato protettivo. La cottura poi prosegue a calore moderato per permettere allo stesso di entrare lentamente nell’alimento.

In genere

TUTTE LE COTTURE PER IMMERSIONE

Lo scopo di questa cottura è di provocare uno scambio di liquidi ed elementi aromatici tra l’interno e l’esterno dell’alimento. Un esempio per la cottura del bollito per evitare il processo di dispersione di succhi, si avrà l’accortezza di immergerlo nel brodo bollente provocando così un processo simile a quello precedente ma in ogni caso meno intenso. 

In genere

COMPRENDE ENTRAMBE LE COTTURE PRECEDENTI REALIZZATE IN MOMENTI DIFFERENTI

Si può sintetizzare questo tipo di cottura in due momenti che sono tipici della cottura in umido. la pietanza che rispecchia maggiormente questo tipo di cottura è il brasato. Il brasato infatti prevede una rosolatura iniziale della carne (1° metodo) per poi proseguire con una cottura di scambio di liquidi (2° metodo). in questo spazio possono trovarvi posto le cotture cosidette saltate, cioè scottate o lessate precedentemente completate poi con una rosolatura finale.

APPARTENGONO SEMPRE AL TERZO TIPO le cotture a vapore e a microonde:

— La cottura a vapore; avviene tramite l’assorbimento da parte di un alimento di vapori (questi vapori possono a piacere essere aromatizzati). prodotti dall’ebollizione di un liquido. In questo metodo non è previsto uno scambio come nella lessatura, ne consegue una limitatissima dispersione di sali minerali e nutrienti.
— La cottura a microonde; avviene per mezzo di onde elettromagnetiche, che attraverso la modificazione di un campo magnetico, agisce sull’oscillazione delle particelle d’acqua presenti negli alimenti. Il movimento che si provoca tramite quest’oscillazione determina il riscaldamento delle stesse. La caratteristica delle microonde è di riscaldare e cuocere i cibi, senza passare il calore ai contenitori che li contengono. Il processo di rosolatura e caramellizazione non avviene quindi se desideriamo realizzare un arrosto, nel microonde dobbiamo prima rosolarlo. Sempre che non abbiate un microonde combinato con il grill! 

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Tagliare gli alimenti

si sa, gli alimenti, prima di essere utilizzati in cucina devono subire delle riduzioni di dimensione, questo per due motivi;
il primo è per permettere loro di essere cucinati in maniera più omogenea, il secondo, per migliorarne l’estetica.
Per procedere alle varie trecniche di taglio, è necessario sapere che le stesse richiedono una buona manualità, precisione, esercizio e cosa importantissima una particolare cautela nell’uso dei coltelli.
È inutile dire che non sarà affatto semplice insegnarvele, ma io confido nella vostra buona volontà. Quidi procediamo per ordine.


Dapprima organizziamo il nostro angolo di lavoro partendo dal tagliere; a proposito acquistatene uno in materiale lavabile bianco, non in legno in quanto poco igienico e difficile da disinfettare. Il tagliere appunto, dovrà essere posto sopra uno straccio inumidito, questo accorgimento ci permetterà di avere il nostro tagliere ben saldo evitando che si sposti durante le lavorazioni.
Ma 
cerchiamo di approfondire questo argomento.

Utilizzo del coltello

Dobbiamo sapere anzitutto che non tutti gli alimenti che ci accingiamo a tagliare pesentano le stesse caratteristiche. Affinchè il nostro taglio risulti efficiente, è importante utilizzare il coltello giusto, così utilizzeremo:
Il coltellino per pelare, tornire e incidere con piccoli tagli verdure e ortaggi.
Il trinciante, per tagliare e tritare ortaggi, salumi, affettare fettine di carne, pollame ecc…
La coltella liscia, con lama lunga e fina, viene utilizzata per affettare carni cotte come arrosti, cosciotti, roast-beef, o salumi vari.
La coltella seghettata, usata prevalentemente per affettare pane o dolci friabili ecc…
Scortichino o busché con lama corta piuttosto stretta ma robusta, è adatto per disossare o rifilare e pulire i vari pezzi di carne.
Nell’utilizzo del coltello, è necessario prestare la massima attenzione (scusate se mi ripeto ma lo ritengo necessario). Dapprima posizioniamo in maniera ordinata e vicino al tagliere tutti i prodotti da tagliare badando di avere il coltello sempre asciutto e pulito. Poi tenendolo ben saldo e accompagnandolo nel movimento fate 
scorrere la lama esercitando una pressione sull’alimento stesso.

Vediamo ora brevemente quelli che sono i modi più comuni di tagliare gli alimenti.

I tagli di base

Partendo dall’affettare (taglio comunissimo) potremmo ottenere diversi tipi di taglio di alimenti; 
Se per esempio affettiamo una patata, con un taglio di circa 1/2 cm. otterremo delle fette.


 

Ogni fetta, tagliata con un taglio sempre di 1/2 cm. darà origine a dei bastoncini, che se taglieremo trasversalmente, e sempre di 1/2 cm. origeneranno una dadolata.


È chiaro che modificando lo spessore del taglio si otterranno formati diversi, per es. le patate tagliate sottilissime con l’aiuto di un affettaverdure daranno origine a delle patate chips, le stesse affettate sottilmente formeranno delle patate paglia che poi non sono altro che l’inizio per la preparazione di una classica “julienne di verdure” (verdure tagliate a striscioline).



La stessa julienne di verdure (sedano-carote-cipolle) tagliata a sua volta in maniera trasversale darà origine a una finissima brunoix (taglio a dadini sottilissimi) ottima base per la preparazione di un buon ragù di carne.

A parte i francesismi il mio consiglio è quello di provare e riprovare a tagliare fino a che troverete sufficiente dimesticheazza con il coltello.

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La Spesa

Prima di iniziare a fare la spesa stilate una lista di quello che vi serve, tenendo sempre d’occhio quello che avete nel frigorifero e in dispensa. A proposito, controllate bene le rimanenze, sia la data di scadenza, e come si presenta il prodotto. Se si tratta di scatolame in genere, controllate l’integrità della confezione, evitando di utilizzare latte ammaccate, arruginite, o gonfie. Se avete dei contenitori aperti in frigorifero e avete dei dubbi in merito alla loro data di apertura, non dubitate a eliminarli al più presto. Controllate bene sia la pasta che il riso, sopratutto se per errore vi siete dimenticati di chiudere la confezione con una molletta evitando così di tovarvi spiacevoli ospiti nella zuppa o nella pasta che avete preparato.
Ma torniamo a bomba alla nostra lista della spesa! Sembra una stupidaggine, ma scriverla risulta sicuramente utile a quelle persone che si fanno prendere la mano da acquisti inutili danneggiando sia il portafoglio che i propositi per la dieta.
Come accade spesso, le famiglie consumano il pranzo fuori casa, quindi se questo è il vostro caso, evitate di avere il frigorifero stracolmo, bensì comprate solo quello che vi occorre al momento, è però il caso di tenere sempre in casa alcuni alimenti che possiamo definire non deperibili, come: 
-Aceto -Olio -Pasta-Riso-Farina-Sale-Zucchero ecc…

Altra cosa importante prima di fare la spesa, è conoscere le grammature/le porzioni/il peso degli alimenti che dobbiamo acquistare. Cioè quanta pasta, quanta carne, quanto pesce devo comperare per ogni commensale.
Per agevolarvi in questo ho pensato di organizzare un apiccola tabella che vi può aiutare.

Grammature e pesi per porzione
Tipo di alimento
Grammatura/peso
Un uovo g. 60
A porzione n° 3
Una porzione di pasta
g. 90/100
Una porzione di riso
g. 80
Una porzione di patate
g. 200/250
 Una porzione di verdure cotte
 g. 120/ 150
 Una porzione di verdure crude (insalata) da pulire
 g. 60
 Agnello/capretto/coniglio a porzione compreso lo scarto
 g. 300
 Pelati per una salsa a porzione
 g. 80
 Carne per spezzatino
 g 250
 Filetto di pesce a porzione
 g 120
 Pesce intero a porzione
 250/ 350
 Pane a porzione
 g.70
 Verdure per salsa a porzione
 g.70
 Carne per sugo a porzione
 g.40
 Frutta a porzione
 g. 150
 Polenta a porzione
 g. 150
 Porzione di scaloppine/bistecche
 g.120

L'etichetta

Sull’etichetta di una confezione alimentare, sono fornite informazioni molto importanti. Comprenderla, non è sempre agevole, ma una attenta analisi di ciò che vi è scritto può rendere la spesa più consapevole, più razionale e, soprattutto, più sicura.
Per prima cosa, deve essere ben chiaro cosa c’è nella confezione, informazione che si deduce dalla denominazione commerciale, questo dato non deve apparire banale: può infatti capitare di comprare una confezione sulla quale, è rappresenta una torta con una crema pasticcera, e arrivati a casa troviamo tutti gli ingredienti all’infuori della crema pasticcera tanto desiderata. Altresì, è assai probabile che si stia acquistando un impasto per la torta nel quale sono presenti una miriade di conservanti o coloranti. ecco perchè sull’etichetta devono essere indicati obbligatoriamente e in modo ben visibile tutti gli ingredienti che compongono il prodotto, tranne naturalmente per gli alimenti composti da un unico elemento per cui basta la sola denominazione.E’ necessario che tutti gli ingredienti vanno elencati in ordine decrescente di quantità, questa regola permette di capire la qualità di un prodotto valutando la convenienza rispetto ad un altro di prezzo analogo. Così facendo, guardando il posto che occupano i componenti più pregiati, come le uova e il burro, magari nelle merendine, oppure se un prodotto sott’olio per esempio sarà migliore un alimento conservato in olio extra vergine di oliva piuttosto che uno con olio di semi, una maionese preparata con uova fresche e non con uova in polvere o congelate ecc…
Altri elementi che vanno riportati in etichetta sono il peso, il luogo e la ditta di produzione e, quando occorrono, anche le modalità di conservazione e preparazione.

La data di scadenza

Ai fini di un acquisto sicuro l’attenzione deve essere posta nel controllo della data di scadenza o di durabilità: la prima, indicata con la dicitura “da consumarsi entro…” deve essere tassativamente rispettata; mentre l’altra, espressa con la formula “da consumarsi preferibilmente entro…”, esprime un consiglio e non implica una scadenza del prodotto oltre la data indicata. Tutte le indicazioni, naturalmente, sono valide se il prodotto è stato conservato in confezione integra e secondo le modalità indicate in etichetta.

Sull’etichetta è possibile riscontrare altre due indicazioni facoltative:

1.La tabella nutrizionale ove, secondo le indicazioni di una Direttiva europea, è precisato il valore energetico di un alimento,nonchè quante calorie forniscono 100 grammi di prodotto e la quantità dei principali nutrienti;

2.L’indicazione di coltivazione biologica, tramite la dicitura “da Agricoltura biologica. Regime di controllo CEE”, per i prodotti che attuano tale sistema di coltivazione.

A casa

Tornati a casa dalla spesa, mettete subito i surgelati nel freezer,(sarebbe meglio utilizzare delle borse termiche apposta per surgelati per il trasporto degli stessi, a proposito, acquistateli sempre per ultimi),facendo attenzione a disporre la merce appena comperata dietro quella che c’era in precedenza. Così facendo, sia per gli alimenti secchi che congelati, consumerete prima gli alimenti “vecchi” evitando di farli scadere senza accorgervene!

Depositate poi gli alimenti destinati al frigorifero e in fine i prodotti destinati alla credenza in ordine di genere, cioè pasta assieme alla pasta, scatolame assieme allo scatolame ecc…

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Attrezzatura da cucina

Si sa, che per cucinare quando si è in campeggio basta avere un piccolo fornellino, un tagliere e un paio di pentole. Ma, se pensate di andare a vivere da soli/e dovete acquistare l’attrezzatura giusta per la vostra casetta leggete queste righe credo vi aiuteranno. A proposito può essere d’aiuto anche a chi desidera fare un regalo…Ma, mi raccomando usate la fantasia! Se regalate una padella per esempio, non incartatela, ma create voi stessi un piccolo mazzetto odoroso con cipollotti freschi e dei peperoncini che avrete cura di legare sopra il manico della padella stessa ottenendo così un effetto gradevole ma sopratutto originale.
L’attrezzatura di cucina per comodità possiamo dividerla in:

  1. Mestolame vario
  2. Utensili per la preparazione e conservazione
  3. Contenitori o recipienti per la cottura
  4. La coltelleria

Il mestolame 

E’ composto di tutti gli oggetti che servono per mescolare, sbattere e amalgamare i cibi. Possono essere costruiti sia in materiale inox che in legno.
Ne fanno parte:
Fruste, mestoli di vario tipo e cucchiaioni, palette lisce o forate, diversi modelli di schiumarole, ecc…

Utensili per la preparazione e conservazione

Vi appartengono, tutti quegli oggetti che servono per la preparazione di salse, impasti, per scolare e filtrare, per misurare e dosare gli ingredienti. Possono essere costruiti sia in acciaio sia in plastica o vetro.
Ne fanno parte:
Bacinelle, colini di diverso tipo, setacci, taglieri vari, contenitori in plastica con coperchio, pennelli, spremiagrumi, pelapatate, spatole, apriscatole e apribottiglie, una bilancia, passaverdura ecc…

Contenitori per la cottura

Sono quei recipienti destinati ad essere riscaldati, vi appartengono, i tegami, padelle, casseruole, pentole, bistecchiere, tegamini per uova, pesciera, ecc…

tegame

pentola

casseruola

padella

La coltelleria

È un elemento fondamentale dell’attrezzatura di cucina. La forma e le dimensioni della lama, variano secondo l’utilizzo cui è destinato il coltello. Per comprenderne meglio l’impiego, possiamo dividerli in cinque tipologie diverse:

Coltelli per verdure e frutta:
Sono utili per diverse operazioni, affettare, sbucciare, tritare, la loro lunghezza varia secondo il tipo di verdura e di frutta da lavorare, le lame possono essere curve o dritte.


– Speluchino può essere sia a lama ricurva che diritta, è utilizzato per pelare e tornire frutta e verdura.
– Coltellino per giardiniera a lama ondulata, serve per dare una forma ondulata a determinati tipi di verdure.

Coltelli per carni crude o pesci:
I coltelli per carni o pesci devono avere la le caratteristiche per riuscire a tagliare comodamente a pezzi, disossare, sfilettare, spezzettare. Nello specifico i coltelli che fanno parte di questo gruppo sono:


– Coltello per filettare sogliole, rombi, o altri pesci piatti.
– Coltello per disossare carni da macello in genere “bouscher”.
– Coltello per polpa per affettare pezzi di carne.
– Coltello spaccaossa (in casa non è necessario averlo, anche perchè…non si sa mai!)


Coltelli per affettare:
Sono coltelli con lame lunghe e flessibili e si dividono in:


– Coltella liscia per tagliare prosciutti, salumi e carni cotte in genere.
– Coltella a alveolata per affettare il salmone o trote salmonate affumicate o marinate.


Coltelli per formaggi:
Presentano delle caratteristiche differenti, richiedono delle lame rigide per i formaggi duri o semiduri, mentre per i formaggi molli si utilizzano coltelli leggeri


– Il classico coltello a due punte per il formaggio.
-Il coltello per il formaggio grana.


Coltelleria e utensileria varia:
In questa categoria sono comprese particolari attrezzature che vengono utilizzate per specifiche operazioni che si possono organizzare in:


– Acciaino per ravvivare il filo ai coltelli
– Apriscatole
– Arricciaburro
– Batticarne
– Forchettone per girare gli arrosti
– Coltello per incidere le castagne
– Levatorsoli
– Rotella tagliapasta
– Scavino tondo
– Schiacciapatate
– trinciapollo
– tagliaverdure “mandoline”